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Riflessioni di Maura Luperto Presidente COEMM International

Io sono il Tempio, rendo l’intero mondo un sacro altare. Il solo fatto che esisto è una dimostrazione che il mondo deriva da Dio, la materia che viene incessantemente creata celebra la divinità.
Io sono la gioia che è la chiave della sacralità. Sono vita che trasforma e ricostruisce, fiamma ed energia vitale, principio della materia e dello spirito. Se vuoi penetrare in me devi sentire la gioia, incenerire i sentimenti della tristezza e della paura, dimenticare le domande a cui non sai dare risposte e sintonizzarti sulle frequenze dell’allegria, vivere l’imprevisto e abbracciare la meravigliosa catastrofe.
Un muro di difesa mi protegge dal mondo. Un blocco di antiche parole ingabbiava la mia mente assieme a nubi di sentimenti cristallizzati, pietrificati, imbalsamati che impedivano alla luce di nascere dalle mie emozioni. Un opaco tessuto di desideri che trasformavano la mia travolgente voglia di vivere in un carceriere. Ero materia senza Dio, che si consumava tra le fiamme del proprio esistere, il mio Io diventato prigione.
Isolandomi, giudicandomi, credendo di proteggere un’interiorità che apparteneva a me soltanto, mi chiedevo cosa ero io nel buio di questo tempio? Di cosa ero il padrone? Di quale falsa identità ero il detentore? In realtà ero solo grigio fumo dell’oscuro egoismo.
Poi all’improvviso dentro e fuori di me è sorta la forza divina, l’amore che crea la materia. La mia parte più alta si è aperta ed anche le mie radici. Le energie celesti e materiali si sono unite, mi hanno stravolta. Ho avuto contatto col fuoco che alimenta la Terra, con la luce che muove l’universo. Ho avuto in dono il centro dell’universo, che vibra e ho smesso di essere ciò che sono per diventare canale divino.
Allora l’energia dell’Unione è esplosa. L’alto era il basso, il basso era l’alto. Come l’ape regina ho generato creature che creano. Dio era dentro di me ed io, senza essere Dio, ero materia adorante. Sapevo di poter esplodere, sapevo che ciascuno dei mie pezzi avrebbe potuto volare verso l’infinito. Sapevo che tutto ciò che era racchiuso nella materia poteva trovare la sua forma per mezzo mio. Io ero il centro della danza cosmica, semplicemente il corpo dell’umanità che riceve la sua energia originaria.

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