Tema del mese di Ottobre 2020 a cura di Maura Luperto Presidente COEMM International

Nei salotti di ottobre si parla di AIUTO.

Se in questo momento desideri aiutare qualcuno, tienilo nel cuore semplicemente; tieni nel cuore le sue paure, le sue amarezze. Lui o lei sentono il tuo cuore aperto che diventa per loro un luogo sicuro in cui rifugiarsi.
Aiutare non è cosa facile. Sembra qualcosa di semplice e naturale ma non lo è. Anche il comune buon senso può trarre in inganno.
Non esiste aiuto senza richiesta esplicita perché quando vogliamo aiutare qualcuno che non lo ha espressamente chiesto rischiamo di fargli violenza. Questo ci deve far ragionare sull’aiuto a tutti i costi che poi aiuto non è.
L’aiuto si può certamente offrire ma come quando si offre un caffè, non lo si costringe a bere ma si lascia che la persona prenda la tazza e beva da sola, questa si chiama consapevolezza. “Aiutati che Dio ti aiuta”. Non è una frase senza senso.
Chi è convinto che devono essere gli altri a capire di cosa si ha bisogno, cerca di instaurare una forma di potere sull’altro. Ovvio che se non si fa una richiesta di aiuto specifica si ha il potere di non rendere mai abbastanza ciò che si è ricevuto. Essendo la richiesta indefinita e infinita, risulta inesauribile. Chiedere qualcosa di preciso infatti significa che gli altri possono accettare o meno. Questo aiuta a essere chiari nei rapporti.
Aiutare dando consigli non va mai bene. Un consiglio può essere valido ma non sempre è efficace. Se diamo un consiglio, l’altro risponde quasi sempre trovando ciò che non va. Anche i migliori consigli a volte possono fare danni. È meglio esprimere un punto di vista personale che fare prescrizioni.
Se si vuole aiutare qualcuno bisogna farlo col cuore ma spesso si hanno aspettative di gratitudine che possono portare a forme di frustrazione quando vengono disattese.
Ma a parte le possibili implicazioni psicologiche come si fa a dare il corretto aiuto?
È meglio insegnare a pescare o è meglio regalare il pesce?
Avere fiducia in chi è in difficoltà è il primo passo, credere che potrà farcela, credere nelle sue possibilità è fondamentale perché se non stimiamo chi aiutiamo difficilmente l’aiuto sarà efficace.
Il buonismo non è buona cosa, dare in modo gratuito, cercare di evitare le frustrazioni altrui non sono aiuti efficaci. L’aiuto efficace rende sicuri di se, fiduciosi nelle proprie capacità, abili nell’utilizzo delle proprie potenzialità, ma fare tutto questo non è affatto facile. Il compito di chi aiuta è solo quello di rendersi utile, nulla di più.
Maura Luperto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *