Il Programma (esteso) del PVU

Lo Stato Italiano Lo Stato, per il Programma “Mondo Migliore”, deve essere democratico, con una democrazia partecipata, il più possibile allargata, e garantita da competenze professionali diffuse: a livello Centrale, Provinciale e in ogni singola parte del Territorio Nazionale (Municipio, Frazione, Quartiere, Via). Anzi, per noi è più significativo coniare la parola “eticratico”: dalle parole etica (quella più evoluta) e crazia (potere). Quindi: potere alla miglior saggezza etica.

Nell’organigramma dello Stato Italiano, il PVU prevede una totale riforma di Regioni, Province e Comuni. Le Regioni Italiane, così come sono concepite ora, sono secondo noi dei doppioni della centralità dello Stato, diventando centri di costo senza benefici. La maggior parte delle Regioni, infatti, non riesce a riconoscere e condividere bene nemmeno i diversi dialetti. Quasi tutte, vorrebbero un’autonomia che è impossibile da attuarsi senza mettere in pratica la metafora della “coperta troppo corta che, alla fine, scopre chiunque”. Le Regioni, così come sono oggi, andrebbero secondo noi riviste radicalmente. Concedendo lo scettro della politica del territorio alle Province: enti che conoscono benissimo il loro territorio e, grazie a tecnologie evolute, posso distribuire equamente i servizi condivisi politicamente. Ai Comuni al di sotto dei 50.000 abitanti andrebbe dato un ruolo di efficienza nell’ascolto delle problematiche del loro territorio, esautorandone però ogni ruolo d’azione legislativa, quest’ultima da lasciare in mano alla Provincia di spettanza. Il tutto, pur rimanendo in linea con la Costituzione Italiana. Rivista in alcuni punti, vista la datazione della sua edizione in capo ad alcuni punti. Lo Stato, e quello Italiano in particolare, ha una Costituzione saggia e meravigliosa, anche se, in virtù di tecnologie sempre più avanzate, secondo noi, Essa andrebbe aggiornata in alcuni articoli: ad iniziare del primo articolo. Secondo noi, è giunto il tempo che l’articolo 1 della meravigliosa Costituzione Italiana sia modificato come segue: “La Repubblica Italiana è fondata sul VALORE UMANO: ogni Cittadino deve contribuire ad elevare il proprio e l’altrui VALORE UMANO. Lo Stato deve provvedere al benessere collettivo in ogni sua forma, partendo da una moneta parallela a quella ufficiale Europea e/o Mondiale, emessa a credito per tutte le risorse necessarie alla produzione di infrastrutture e di servizi strategici (logistica, viabilità, energia, ecc.); tutto questo per il beneficio di tutti i suoi cittadini in modo tale che, ognuno di essi, “parta dallo stesso potenziale punto di partenza”. Tutto ciò, anche alla luce di ciò che avviene in tutte le Banche Centrali del Mondo (Enti Privati): si stampa cartamoneta a livello illimitato! Non ci si spiega, quindi, perché non lo si possa fare come Stato Pubblico invece che come enti privati e non lo si possa promuovere attraverso Leggi che permettano il buon equilibrio fra impresa di Stato (dedita a infrastrutture e servizi strategici) e Impresa privata.

Lo Stato che persegue democraticamente il PVU, deve essere sostenuto da una Magistratura che garantisca l’osservanza delle Leggi; le quali, in Italia e non solo, portano chiunque sia costretto a nascere o vivere in condizioni fortemente disagiate, a diventare preda dell’apatia e, facilmente, anche della delinquenza, organizzata o meno, andando ad innalzare i costi dello Stato/Collettività e diminuendo fortemente i benefici della maggioranza dei suoi Singoli Abitanti.

Una Magistratura, per altro, che deve essere composta da Persone formate lungamente e saggiamente, attraverso la buona Scuola, la saggia Università e Leggi mirate alla

lungimiranza che si deve porre su un “Potere” così strategico per tutti. Una Magistratura, che deve formare i suoi Addetti come fosse un’appassionante “missione”, da svolgere sapendo “convivere” con la Costituzione di tutti, ma con una eccezione costituzionale: una eccezione ad hoc per chi intende intraprendere un ruolo cosi nobile e delicatissimo per l’equilibrio delle Istituzioni dello Stato.

Ai Magistrati, infatti, per il bene di tutti e in deroga all’idea di pari diritti Costituzionali da parte di tutti, dovrebbero essere formulate le seguenti prescrizioni:

1) quella di scendere in politica e poi rientrare in Magistratura (se tale passo viene fatto, non lo si deve più rifare al contrario);

2) quella di non poter appartenere a Logge Massoniche e/o ad Associazioni di qualunque genere;

3) quella di dover accettare la divisione delle carriere fra Magistratura Giudicante e Inquirente;

4) quella di formarsi continuamente, per almeno 4 ore a settimana, in un percorso sociologico studiato ad hoc, che permetta al Magistrato di “vivere da superpartes” le diverse realtà sociali del territorio, “immergendosi” nelle diverse problematiche vissute quotidianamente dai Cittadini. Ovviamente, mettendo a disposizione dei Magistrati il meglio delle caratteristiche d’incentivo: 4 ore lavorative per turno (come per tutti i dipendenti, pubblici e privati) e considerando lavorative le 4 ore di formazione; adeguato stipendio; carriera secondo meriti effettivi. Tra i meriti quelli legati alla prevenzione del livello di delinquenza nel territorio di spettanza. Scuole, Centri Studi e Università dovrebbero, sostenute da Leggi dello Stato, concertare un piano per formare, accompagnare e monitorare lo sviluppo di tale strategico comparto.

5) appartenenza alla società civile, non da “forzati di un ghetto dorato”, bensì da Persone che devono essere ammirate per la continua ricerca della saggezza e del suo essere messa in pratica. Lo Stato che promuove il PVU deve far comprendere a tutti i suoi Cittadini che, per non delinquere, serve soprattutto investire in prevenzione. Per il PVU, prevenzione significa, in primis, concedere ad ogni Individuo il “diritto di dignità” (ovvero un appannaggio mensile che va concesso a ogni Essere Umano maggiorenne) e far seguire riforme sagge ed innovative in ogni comparto, che permettano di poter concedere servizi strategici in forma totalmente gratuita.

Azioni che, se promosse con emissione a credito, mediante una moneta parallela che possiamo denominare “StatoNota”, non vietata dall’articolo 128 del Trattato di Lisbona, possono essere sostenute senza grandi sforzi e senza dover erroneamente boicottare la partecipazione dell’Italia alla Unione Europea e a patti di alleanza Mondiale.

Un “Diritto di dignità” che deve essere accompagnato da riforme complessive, al fine di creare i presupposti necessari all’equilibrio complessivo fra costi e benefici affinché, l’impresa, sia disincentivata ad alzare i prezzi senza logica di equilibrio e, il consumatore, sia educato ed attento al binomio fra qualità e prezzo e fra effetti della produzione locale e globale. Il Programma PVU è, infatti, per lo slogan del “chilometro utile” e non per quello del “chilometro zero”.

Quanto sopra, significa non lasciar indietro nessuno e, addirittura, permettere all’individuo di sentirsi amato dai suoi simili, per essere portato più a “dare altruisticamente, che a prendere egoisticamente”.

Anche a chi obietta del verificarsi di una delinquenza crescente e di pene non adeguate e rigorose, il Programma PVU risponde come segue: le pene non devono essere rappresentate dalle affollate carceri-dormitorio in cui vengono parcheggiati tutti coloro che giustamente o ingiustamente vengono riconosciuti come dei “mal-viventi”. Le “Case Circondariali” (che suona meglio di carcere, ma che nulla cambia alla pratica), devono saper rieducare seriamente chi sbaglia e cade in errore; devono poter accompagnare una Persona e reinserirsi nella Società. Altrimenti, entrare in Carcere, equivale a far entrare una Persona in una vera “Università del Crimine”, dalla quale l’individuo imparerà solo negatività! Con evidenti COSTI senza BENEFICI, da parte di ogni Singolo della Collettività! Lo stato che il Programma PVU insegue, deve far partecipi i cittadini delle scelte politiche etiche ed altruiste che ne sono l’anima. Abrogando ogni segreto. E attuando un controllo che metta i Militari nelle condizioni di offrire le loro competenze professionali ad ogni singolo della Collettività; Militari messi in grado di ottenere stipendi adeguati alle complessità e pericolosità che il loro “ordine” di servizio comporta.

Fra le prime iniziative che il PVU propone per innovare e diventare esempi pilota per il resto del Mondo, vi è quella di creare un Istituto di Rating che si ponga a baluardo del vero valore prodotto dall’Italia, anche a paragone con quelli creati dagli altri Stati del Mondo. Fra i valori da inserire nel “Paniere” dovrebbero essere inseriti quelli dello stato di serenità riscontrato nei singoli della collettività, di efficienza dei servizi strategici di ogni singolo territorio del Paese, della qualità dell’ambiente, dello stato di osservanza alle Leggi.

Il Programma PVU non dimentica, anzi, la volontà di riformare con saggezza e lungimiranza il comparto legato alla finanza economico-finanziaria (Banche e Finanziarie). Una questione molto delicata e che sottende ai principi internazionali. Lo Stato democratico Italiano deve avere la saggezza e la lungimiranza di poter mettere mano a tale settore.

Cosi come sarà motivo di grande impegno della Segreteria PVU, poter dimostrare il dovuto cambiamento di tutto ciò che riguarda il modello della tassazione. Un modello oramai superato dalla storia e della conseguente modernità di tecnologie e saperi. Vogliamo produrre e proporre tavoli di approfondimento della nostra idea riformatrice dell’Istituto della Tassazione: per Noi, chi dimostra di saper fare non si deve tassare, bensì incentivare.

(Tratto dal Programma per Esteso del Partito Valore Umano )

Per leggerlo e per scaricarlo, visita il Sito Web  https://partitovaloreumano.it/

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