Scuola

La Scuola, che il Programma PVU prevede, deve essere totalmente gratuita (compresa l’Università) e rivista totalmente nei programmi. La Scuola è un comparto sociale-strategico dello Stato/Comunità. Il senso di gratuità, specie nello strategico servizio scolastico e universitario, deve porre ogni Cittadino sullo stesso “nastro di partenza” sociale. Lo Studente educato, con raziocinio e professionalità, diventerà sicuramente una Persona che darà a se stesso ed alla collettività maggiori benefici e minori costi generali. Scuole e Università, come edifici, devono essere ricostruiti: per la grande maggioranza di quelli esistenti. Devono diventare strutture accoglienti, belle anche esteticamente, immerse nel verde, con ampi spazi di vita sociale-ricreativa. E non baraccopoli o container, come ancora oggi in Italia ci è dato di trovare, soprattutto in aree dove, purtroppo, per incuria e mancanza di piani regolatori appropriati, sono accadute catastrofi (alluvioni, terremoti, ecc!).

I ragazzi che vanno a scuola devono essere felici di andarci.

Gli orari della Scuola, dalla prima elementare, sino alla fine dell’anno di Maturità, dovrebbero andare dalle ore 9.00 sino alle ore 17.30. E dall’1 ottobre al 30 maggio di ogni anno. Comprendendo, nel suddetto orario, la pausa pranzo, di una ora e mezza; altresì, comprendendo il successivo “svago socialmente utile”, delle ultime due ore. In tali ultime due ore, in modo facoltativo, è prevista la ripetizione delle lezioni promosse, ma solo dopo i percorsi sportivi, creativi, artistici, in senso ludico. Il fine di tale teoria è quella di fornire ad Insegnati, ben formati e con il supporto di sociologi e psicologi, ed agli allievi, il giusto orientamento formativo, anche grazie a programmi innovativi che permettono l’acquisizione di dati e nozioni in modo molto più veloce di quelli conosciuti tradizionalmente (vedi metodo della Associazione “Le Sei Direzioni”, con sede nel Comune di Vigonza in Provincia di Padova).

Chi obietta che, le ore 9.00 d’inizio lezioni, sono un orario che non permette ai Genitori che lavorano di poter assistere i loro ragazzi, rispondiamo che, uno dei due Genitori, in libera scelta, nel concetto di “famiglia” su cui si basa il PVU (vedi paragrafo ad uopo), dovrebbe stare accanto ai propri figli, almeno dai primi mesi di vita e fino all’età della terza media inferiore. Anche grazie al Diritto di Dignità, che lo Stato immaginato dal PVU prevede.

Quanto sopra anche grazie alla riforma del lavoro prevista dal PVU, che permette al Personale Insegnante di produrre le proprie 4 ore lavorative in due turni (leggi Riforma del lavoro). Con la Riforma Scolastica del PVU, gli insegnanti non dovranno più costringere gli Studenti a studiare e produrre compiti fuori dagli orari scolastici. Saranno gli Allievi, eventualmente, a voler studiare a casa quanto si voglia, ma liberamente.

Gli anni scolastici sarebbero cadenzati come segue: a 5 anni compiuti si accede alla prima elementare e poi, a seguire, sino alla ottava classe (le ultime tre sostituiscono le attuali Scuole Medie). Gli Edifici delle Scuole materne, elementari e fino alla Maturità, dovrebbero essere previsti in luoghi il più possibile accorpati. Nei programmi di ognuna di queste classi, si dovrebbero prevedere opportuni scambi culturali preorganizzati, anche al fine di dar modo, ai più grandi, di prendere coscienza della responsabilità sui più piccoli. E, ai più piccoli, di avere un modello di riferimento, per non creare problematiche psicologiche di vario genere.

A seguire dell’ottava classe, gli Allievi scelgono l’indirizzo di Maturità che si dovrebbe ottenere dopo 4 anni. Anche qui senza bocciature, ma con un voto finale per ogni singolo Allievo. Un voto che indirizzi l’allievo al proprio programma Universitario più congeniale.

La Scuola indicata dal PVU non deve bocciare nessuno, perché, se uno studente non riesce in una disciplina specifica, di certo andrà bene in un’altra. I suoi buoni Insegnanti dovranno accompagnare lo studente a poter contare su solide basi formative ed essere affiancato da psicologi, sociologi e persone le quali, vincendo un concorso, effettuano la professione per meriti e dedizione e non per trovare un posto di lavoro. L’Insegnante deve dirigere lo studente verso le proprie propensioni più adatte allo studente. Anche fossero quelle legate a discipline ludiche. Ecco che, il voto, diventa non più un giudizio ma un’indicazione, finalizzata ad un incentivo per migliorare le conoscenze e i talenti dell’allieva/o. Il voto deve diventare un valore positivo e non l’indicazione di un errore irreparabile, perché è attraverso l’errore che s’impara di più e che si sperimenta e si ha consapevolezza del successo raggiunto e raggiungibile.

Sino alla fine della Maturità, nel “Programma Mondo Migliore” del PVU, la Scuola è obbligatoria. Sia che sia effettuata in Scuole Pubbliche che Private. Ovvero, la devono frequentare tutti i giovani. Le “pene”, che lo Stato prevede in caso i ragazzi non frequentino la Scuola dell’obbligo, nella Politica PVU, dovrebbero essere legate a disincentivi sociali, che però non implichino la perdita della riservatezza, della dignità e della privacy di ogni Singolo. A decidere sarà un Giudice del Dipartimento Scolastico, promosso all’uopo, unitamente ad una Commissione che preveda un Giudice della Magistratura giovanile e l’Assessore alla Istruzione della Provincia (o suo delegato). Gli insegnanti dovrebbero essere formati in modo che, le loro competenze, permettano, di fatto, di acquisire l’alto VALORE legato all’insegnamento della Società presente e futura. Nel tempo, chi va ad insegnare deve essere predisposto e dotato e non attratto dal solo “posto sicuro”. Tali insegnanti devono essere stipendiati come effettivi “motori trainanti” della Società civile. La Scuola deve poter accogliere e fornire tutti gli indirizzi di lavoro futuro e, in collaborazione con Università e Centri di Ricerca, indicare agli Insegnanti delle Scuole medie quali dovrebbero essere i comparti sociali e lavorativi da incentivare.

La Scuola del Programma PVU, pretende il meglio: pretenderlo con il massimo dell’amore spirituale e materiale possibili, in termini democratici, affinché ogni Singolo possa contribuire ad elevare se-stesso e chi lo circonda.

Fra le materie di programma sono inserite obbligatoriamente le ore di Educazione Civica e “Scienza dello Spirito”. Entrambe avranno un’ora a settimana. Nelle ore di Scienza dello Spirito lo Studente potrà ascoltare le teorie di tutte le Religioni. Nelle Scuole private queste due ore settimana devono essere mantenute. Altresì, in quelle Private, l’Organo Dirigenziale preposto potrà indirizzare metodi e formazione più congeniali.

Tratto dal Programma per Esteso del Partito Valore Umano

Per leggere e scaricare il Programma PVU visita il Sito Web .

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3 thoughts on “Scuola – (Tratto dal Programma per Esteso del PVU )”

  1. È il tipo di scuola da me desiderato!
    A mio avviso, i primi anni dovrebbero essere uguali per tutti (questo per dare la base formativa uguale a ogni settore di studio)!
    Finite le elementari, l’allievo dovrebbe essere in grado di decidere che tipo di studi intraprendere: tale decisione dovrebbe, sempre a mio avviso, essere seguita da un test per capire se il futuro allievo è predisposto al tipo di studio scelto, oppure no!
    Nel caso di test negativo, l’allievo dovrebbe essere informato su quale/i studio/i è predisposto e che il test ha evidenziato e fargli scegliere il più congeniale!
    A mio modesto parere, le materie di studio dovrebbero essere in armonia con il tipo di studio intrapreso dall’allievo, in modo da essere formato in tutto e per tutto (anche con stages formativi nel settore intrapreso) per aziende industriali, artigianali, mediche ecc), a seconda della scelta dall’allievo fatta, si da non creare problemi di idoneità al lavoro!
    Poichè la tecnologia è in continuo sviluppo, credo sia importantissimo formare nuovi specialisti del settore che, in questo modo, non avrebbero problemi di occupazione e darebbero davvero un contributo allo sviluppo, intellettuale ed economico, personale e collettivo!

  2. La scuola, a mio avviso, non dovrebbe essere solamente gratuita per tutti, ma avere anche programmi di studi inerenti alle scelte fatte dagli/dalle allievi/e!
    Dovrebbe, a mio modesto parere e come scrive anche mio fratello Franco Gianni Ferrero, avere programmi di studio uguali per tutti i settori nei primi anni, poi scendere nello specifico in base agli indirizzi scelti dagli/le studenti/studentesse, se in armonia con le reali capacità dell’allievo/va!
    Il ministero della scuola, dovrebbe fare accordi con aziende del settore, seguito dallo/la studente/studentessa, per stages formativi che avrebbero non solo lo scopo formativo, ma anche quello dell’assunzione, presso la stessa azienda, onde combattere la disoccupazione dopo gli anni di studio, come succede ora!
    Con il piano di lavoro previsto dal programma Mondo Migliore e la reale formazione fatta in Azienda (es: ex-allievi FIAT), sempre a mio modesto parere, la disoccupazione è più che vinta e, come scrive sempre mio fratello Franco Gianni Ferrero, in questo modo ogni giovane cittadino/a del paese contribuirebbe sicuramente
    allo sviluppo, intellettuale ed economico, personale e collettivo!!!
    Oggi si deve e si può!

  3. Condivido appieno il pensiero di mio fratello Franco Gianni Ferrero e mia sorella Lidia Ferrero!
    Effettivamente il modello di scuola ex-allievi FIAT, dava un certo tipo di garanzia riguardante l’assunzione, alla fine del corso scelto!

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