RAPPORTO DI CONTROLLO DEL DIPARTIMENTO SALUTE DEL PVU – Dal Dr. Salvatore Rainò

La Redazione ANSA ROMA
16 luglio 2020
ha pubblicato:
Studio Istat-Iss: ‘Covid-19 causa diretta di morte per l’89% di positivi.
Indagine effettuata su 4.942 schede. L’11% dei decessi causati da altre malattie.
In Letteratura, a partire delle schede tecniche delle metodiche di screening per accertare l’infezione covid, vi è una quantità esorbitante di dati che smentiscono l’attendibilità diagnostica di positività per i virus posti al centro delle questioni di salute degli ultimi tempi, attribuendola ad una miriade di artefatti intrinseci, il che raccomanda di non usare queste metodiche come invece, impropriamente, si sta facendo, con gravissime conseguenze per l’interpretazione dei fenomeni.
Basta sentire gli esperti di genetica molecolare, per non poter sollevare più dubbi.
E’ stata usata la seguente espressione, nel comunicato sopra citato:
“Il Covid-19 è causa diretta di morte nell’89% dei decessi di persone positive al test SarsCov2, mentre per il restante 11% il decesso è dovuto a malattie cardiovascolari (4,6%), tumori (2,4%), malattie del sistema respiratorio (1%), diabete (0,6%), demenze e malattie dell’apparato digerente (0,6% e 0,5%). Il dato emerge dal Rapporto ‘Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità’ di Istat e Iss in base alle informazioni riportate dai medici in 4.942 schede di morte di soggetti positivi al SarsCov2.
L’analisi è stata condotta su 4.942 schede di morte di soggetti diagnosticati con test positivi al SarsCov2”.
Esaminiamo alcuni punti dello stile impiegato, basandoci su Documenti del Dipartimento della Funzione Pubblica (Autore Loredana Venditti, Formez PA, giugno 2017).
Consideriamo il tipo di studio condotto, così detto IMPATTO.
Più nello specifico, la valutazione di impatto fornisce indicazioni circa:
• l’efficacia, in termini di raggiungimento degli obiettivi;
• l’efficienza ossia la dimensione del rapporto tra risultati conseguiti e risorse impiegate;
• la sostenibilità, vista come la capacità della politica, del programma o del progetto sottoposto a valutazione di produrre effetti duraturi nel tempo.
In termini più tecnici, l’effetto di una politica si identifica nel cambiamento ottenuto (risultato) dovuto ad un trattamento (la politica): si stabilisce cioè un nesso causale fra intervento e risultato. Per valutare una politica bisogna, quindi, definire che tipo di trattamento è stato somministrato, secondo quale logica quel trattamento deve indurre un certo tipo di cambiamento, chi tra i potenziali beneficiari/destinatari lo ha ricevuto ed eventualmente con quale intensità. L’effetto di una politica sarà dato dalla differenza fra un risultato/valore effettivamente osservabile tra i soggetti destinatari della politica a seguito dell’attuazione della politica stessa e lo stato esistente in assenza degli interventi riconducibili alla politica. La definizione di effetto, così come delineata, fa emergere un importante elemento da tenere in considerazione: gli effetti osservati potrebbero non essere dovuti all’attuazione della politica pubblica. Infatti, molti altri fenomeni, indipendenti dalle attività riferite ad una determinata politica pubblica, possono influenzare più o meno direttamente i comportamenti e le condizioni che la politica in esame vuole modificare. E’ possibile quindi sovrastimare, o viceversa sottostimare, il contributo dato dalla politica stessa e la relazione di casualità fra risultato e l’intervento (la politica).
Consideriamo, invece, alcuni punti di Statistica.
La statistica può diventare un problema per la scienza.
Per poter avere un numero affidabile da dare alla probabilità statistica occorre che la frequenza sia calcolata su un numero elevato di casi, questo fatto esclude la possibilità di utilizzare la probabilità statistica per quei casi in cui il numero di prove ripetute è basso o in cui le condizioni sono variate.
Il test del gorilla.
Analizziamo il test realizzato da McShane e Gal ricorda, basato sul “test del gorilla”. Nel test viene riprodotto un breve video in cui alcuni bambini si stanno passando un pallone da basket tra di loro e il soggetto è incaricato di contare il numero di passaggi di pallacanestro che si verificano. Quando il video è finito, al soggetto viene chiesto quanti passaggi ha osservato e se ha notato qualcosa di insolito. Un soggetto tipico, nel suo sforzo di contare attentamente i passaggi di pallacanestro, perderà completamente il fatto che una persona vestita da gorilla è entrata nel video, ha ballato e se ne è andata.
Questo noto esempio, che si muove nella dimensione della così detta attenzione selettiva, dimostra che anche vistosi elementi vengono travolti dalla lettura impostata su un target, quando si impiega una modalità statistica viziata “ab initio”.
Insomma, positivi al SarsCov2 significa una serie di illazioni antiscientifiche, che trovano un contrasto enorme in Letteratura, secondo il parere autorevole di numerossisimi esperti, che non sono minimamente convinti delle asserzioni politiche in corso d’opera.
E come abbiamo spiegato, la valutazione di impatto è nata in contesti fortemente politicizzati, che hanno da dimostrare tutto, rispetto agli iter accademici di tutto rispetto sulla statistica.
Il Dipartimento Salute del PVU esprime, nel suo stile confermato negli ultimi mesi, la sua più viva disapprovazione sugli argomenti che l’articolo pubblicato vorrebbe invece porre come ennesima piattaforma per orientare in modo pregiudizievole la lettura degli argomenti covid.
Il Nostro giudizio è che non è possibile trarre conclusioni di alcun genere su dati attinti con la stridente stigmate della consunta falsa positività di un gruppo di persone studiate.
Inoltre, il campione numerico presentato nello studio in questione, è troppo esiguo rispetto alla mole globale del fenomeno, è in netto contrasto con studi precedenti già editati, ove non vi era la clamorosa svista della “positività” , non si usano metodi come quello presentato, in casi complessi e controversi, con tantissime variabili da valutare, come quelle con cui onestamente vorremmo confrontarci.
In poche parole, sarebbe come accanirsi sul colore del vestito di una giovane donna, morta perché guidava una motocicletta al 300 chilometri orari.
La presente scheda di valutazione, da noi prodotta come Rapporto di Controllo, entra nel già corposo fascicolo in corso, che stiamo curando con la Magistratura, interessata a far luce sul quella che ormai riteniamo la più grande truffa a danno dell’umanità ignara.
Riunione del 17/07/2020.
Il Capo Dipartimento del PVU
N. H. Dr. Salvatore Rainò
Ufficiale Medico Dirigente di Servizio Sanitario in congedo –
13° Battaglione Logistico di Manovra
(Encomio Solenne, per il senso di altruismo e il cosciente sprezzo del pericolo)
Medico Chirurgo
Specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica
Specialista in Medicina Interna
Omeopata Unicista Hahnemanniano LUIMO

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