Si chiamava Socrate. Aveva uno spiccato accento genovese, e un carattere degno del ligure DOC….. Mugugnone, diffidente e totalmente asociale.

Del resto è a Genova che aveva vissuto per moltissimi anni, finchè una mia cara amica me lo aveva regalato in quanto nel posto in cui andava ad abitare non poteva più tenerlo.

Socrate giunse a casa mia con una gabbia enorme, in cui poteva svolazzare comodamente e dopo un periodo di tempo in cui trasparivano molto chiaramente tristezza e nostalgia per la sua “mamma” genovese, si era ben ambientato e mostrava anche qualche segno di simpatia nei miei confronti.

Dal canto mio, avendo da sempre detestato l’idea di tenere un animale (qualsiasi animale) prigioniero di una gabbia, per quanto grande fosse, o legato a catena, o privato in qualsiasi forma della libertà, provavo giornalmente a lasciare la gabbia aperta per invitarlo ad uscire ed a recuperare, seppure parzialmente, spazi più consoni alla sua natura di uccello…… Sognavo che un giorno lui avrebbe potuto librarsi nell’aria anche all’esterno, mantenendo il legame che tra noi due era sempre più forte e vivere gli ultimi anni in completa libertà.

Ma lui, niente….. Non ne voleva proprio sapere…. Osservava attentamente l’apertura, ma se ne stava lontano…..La sua gabbia era il suo mondo, e la paura dell’ignoto aveva la meglio sul suo istinto di volatile, istinto represso ormai da troppi anni e seppellito in chissà quali meandri della sua anima.

Ha vissuto prigioniero, è morto prigioniero, senza più nemmeno la consapevolezza di esserlo.

Ieri si è svolto il quarto ZTL (ZOOM TAVOLO DELLE LIBERTA’), un incontro di menti e di cuori unite da un intento comune: trovare il modo di risvegliare le coscienze delle persone affinchè pongano in essere quei comportamenti idonei a riappropriarsi della libertà, e di conseguenza della dignità degli esseri umani, ridotti ormai a tanti burattini terrorizzati e inermi, incapaci di uscire dalle gabbie dorate che qualcuno ha costruito intorno a loro……. Addirittura felici e contenti di esserci.

https://www.youtube.com/watch?v=3cKln2VqqiA&feature=youtu.be&fbclid=IwAR2cVkpMeXlzDLtyYf_BbMwQheSFA33zlOC0IfQvMmkVhAFIKA7ADj8_gGo

La Presidente di Coemm, Dott.Maura Luperto, ha ben spiegato il meccanismo mentale e psicologico che sta alla base di questa situazione….

Ciò che rappresenta la grande discriminante tra restare in gabbia, anche con lo sportello aperto, ed uscire verso la libertà, è il CORAGGIO.

Il coraggio (che è l’azione del cuore – COR – AGGIO Agire del cuore) di librarsi nell’ignoto per raggiungere la felicità, della quale felicità però l’Uomo ha paura.

 

Ma per acquisire il coraggio necessario per uscire dalle nostre gabbie, occorre innanzitutto prendere consapevolezza di essere in gabbia, imparare a riconoscere una per una le sbarre che la compongono, e piano piano, con un grande lavoro interiore, imparare a scardinarle dalla nostra anima.

Per niente facile, ma possibile.

Tutti i segnali che arrivano all’uomo in questo momento storico vanno in questa direzione; è giunta l’ora di riconquistare quella dimensione UMANA che ci appartiene intrinsecamente, in armonia con gli altri esseri viventi, con la Madre Terra, con l’Universo tutto.

Abbiamo il “dovere” morale di provarci con tutte le nostre forze, e di supportare gli amici che non trovano la forza per farlo….. Il nostro MONDO MIGLIORE ci chiama a gran voce…… Vogliamo rispondere?!?

 

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