Saremo schiavi oppure liberi?
Questa è la domanda, decidetevi!
Fino ad ora schiavi siamo stati
I nostri antenati furono dannati
Coloro che liberi vissero e morirono
Nel suolo degli schiavi riposar non possono.

Io ogni anno, il 15 marzo, ricordo con fierezza questa poesia di Petofi Sandor, poeta ungherese che ha avuto un ruolo fondamentale nella rivolta del 1848: Canto Nazionale, che come onda inarrestabile ha toccato il cuore di una folla sempre crescente davanti al Museo Nazionale di Budapest. Oggi più che mai, la sua poesia mi tocca nel profondo e sento innescare una voglia inarrestabile di cambiare il mondo!

Anche oggi come allora, scriviamo un pezzettino della storia

Una parte di essa, che nel prossimo futuro sicuramente verrà considerata ignobile, di cui sapremo però, che era necessaria per poter ribaltare la situazione generale. Mi riferisco anche all’attualissimo caso mondiale del coronavirus e tutto ciò che ne deriva.

Oggi è il 15 marzo, Festa Nazionale in Ungheria, il mio paese nativo

Non sono mai stata appassionata della storia, forse perché la storia mi ricorda – se non in tutte le sue parti, ma in molte sì – quanto siamo perfidi, quanto siamo egoisti e quanto siamo incapaci di amare e vivere in pace.
Certo, la storia per fortuna ha altre chiavi di lettura che possono elevare l’anima. In ogni modo la storia è l’impronta dell’umanità che va osservata, studiata e va anche ricordata, soprattutto per trarne gli insegnamenti e poter creare un nostro domani più bello, più giusto e più.. più… più di tutto quello che assicuri una sempre migliore qualità di vita, più felicità per tutti. Grazie anche alle persone coraggiose nate per essere leader, e a tutti coloro che li seguono con sacrificio, cuore e passione.

15 marzo 1848, la Rivoluzione di primavera

Oggi, la nazione ungherese ricorda il 15 marzo dell’anno 1848. L’anno della “Rivoluzione di primavera”. Oggi sono 172 anni che un gruppo di giovani magiari (scrittori, poeti, imprenditori) hanno pensato di esprimere apertamente la loro idea di appartenenza alla propria terra, e il modo civile di convivenza con l’Austria, che all’epoca occupava e possedeva tutto il paese.

La rivoluzione di primavera ha attraversato anche l’Italia ed è finita bene contro gli austriaci, perché qui in Italia il vero Risorgimento ha avuto i suoi frutti, gli italiani ottennero l’indipendenza dall’Austria e costruirono un proprio paese. La rivolta ungherese invece è stata soffocata in sangue. Avevamo anche noi un Garibaldi, si chiamava Kossuth e morì a Torino. Ed avevamo il nostro conte Cavour, si chiamava Szecsenyi.

I giovani ventenni, idealisti ungheresi del 1848, fiduciosi di un futuro migliore, il 15 marzo si sono espressi scrivendo i 12 punti della loro Proclama. Secondo voi, quanti di questi desideri si sono realizzati dopo 172 anni?

Oggi, sotto la bandiera italiana

E torniamo a noi nel presente, sotto la bandiera italiana, tricolore anch’essa come quella ungherese, dove la storia ha fotografato uno scenario simile, almeno per quanto riguarda l’atteggiamento dell’essere umano. L’avidità, la sete di potere, l’egoismo ed altri sentimenti negativi legalizzati tramite la politica, hanno prodotto un malessere generale, purtroppo in tutto il mondo. Le differenze tra i popoli sono minime e non essenziali. C’è quindi bisogno di fermarsi e cambiare direzione. E di più!

C’è bisogno di scardinare il mondo!

A qualcuno può sembrare strano quel che voglio sottolineare, e cioè che la situazione di oggi è particolarmente adatta, matura perché l’essere umano si renda conto in massa di avere toccato il fondo. Oggi sono davvero troppi a soffrire, e sempre di più si sente parlare di cambio paradigma, di scardinare il mondo, di amore altruistico.
Forse il sentimento di compassione e di amore collettivo sta per superare lo stupido egoismo di qualche piccolo ma potente gruppo di esseri umani? Sì, è proprio così. L’inizio di una nuova era, quello del Nuovo Umanesimo, è qui!

Il Mondo Migliore sognato da Maurizio Sarlo

Per fortuna ogni tanto nascono persone di un cuore enorme, le quali si sentono in dovere di prendere in mano il timone e dare impulsi forti e positivi alle comunità. Queste persone sono forti e sanno di andare contro il sistema, e lo fanno ugualmente perché sono consapevoli di fare il giusto. Noi ora abbiamo Maurizio Sarlo che si impegna giorno dopo giorno partendo dalla base, che siamo noi persone comuni.

Costruire un nuovo mondo con nuovi criteri è indispensabile, e per capirlo bisogna essere elastici mentalmente e bisogna conoscere la realtà e i suoi meccanismi. Bisogna uscire dai vecchi paradigmi, crearne dei nuovi, quelli giusti, e al Mondo Migliore si arriva di conseguenza.

La conoscenza apre gli orizzonti. Dobbiamo salire su quel famoso albero che simboleggia le coscienze elevate e la consapevolezza. Solo da lì avremo la giusta visuale e vedremo come si costruisce pezzo dopo pezzo una nuova realtà. Vieni a conoscere il valore dei CLEMM!

La spada e il buon senso

Io ogni anno, il 15 marzo, ricordo con fierezza questa poesia di Petofi Sandor, poeta ungherese che ha avuto un ruolo fondamentale nella rivolta del 1848: Canto Nazionale, che come onda inarrestabile ha toccato il cuore di una folla sempre crescente davanti al Museo Nazionale di Budapest. Oggi, certo, non parliamo più di una rivoluzione dove si tirano fuori le spade, ma di una rivoluzione assolutamente pacifica senza invadere le piazze, dove la spada non è altro che il buon senso e buon cuore di migliaia di persone.

Maurizio Sarlo, io credo che sia il Petofi Sandor dei nostri giorni. Vorrei che tutti noi riconoscessimo ed appezzassimo la sua grandezza, i suoi sacrifici che fa per noi, per il popolo italiano e di conseguenza per tutto il mondo! Un giorno Lui sarà considerato da tutti l’uomo più grande e più saggio dei nostri tempi. Facciamo in modo che non passi troppo tempo perché questo avvenga!

Canto Nazionale

Alzati, Magiaro, la patria ti chiama!
Ecco il momento, mai oppure ora!
Saremo schiavi oppure liberi?
Questa è la domanda, decidetevi!
Fino ad ora schiavi siamo stati
I nostri antenati furono dannati
Coloro che liberi vissero e morirono
Nel suolo degli schiavi riposar non possono.
Al Dio dei Magiari
Giuriamo,
Giuriamo che schiavi
Mai più diventiamo!
Al Dio dei Magiari
Giuriamo,
Giuriamo che schiavi
Mai più diventiamo!

Saluti da Edit

La poesia completa la trovi qui:

https://lyricstranslate.com/it/nemzeti-dal-canto-nazionale.html

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